Il Disturbo Ossessivo Compulsivo è composto, come dice il nome, da ossessioni e compulsioni.

Le ossessioni sono fondamentalmente dei dubbi che mettono molta ansia: Sono una persona normale? Cosa voglio fare nella vita? Ho una malattia? Sono stato contaminato? Sono responsabile di gravi eventi? Ciascuno di questi dubbi, e molti altri ancora, sono percepiti come esagerati, o almeno parzialmente esagerati. Tuttavia, l’ansia è tale da esigere una immediata risposta o rassicurazione.

Le compulsioni sono dei comportamenti che hanno lo scopo di essere rassicurati sull’ossessione. Ad esempio se ho il dubbio di aver chiuso il gas, posso tornare a casa e ricontrollare un gran numero di volte, se ho il dubbio di essermi contaminato, posso indulgere in lunghi e complessi lavaggi. Ma questi comportamenti possono essere anche mentali: ad esempio se ho il dubbio di aver fatto del male a qualcuno, posso ripercorrere mentalmente tutto ciò che ho fatto per rassicurarmi che non è così.

Questa premessa è indispensabile per comprendere il principio cardine del trattamento del Disturbo Ossessivo Compulsivo, cioè un intervento chiamato Esposizione con Prevenzione di Risposta.

Chi soffre di DOC tende a credere che per guarire dal disturbo dovrebbe assistere alla scomparsa dei dubbi ossessivi. Il ragionamento è semplice: se non mi preoccupo più di questa cosa, sono sereno e non ho bisogno di fare le compulsioni.

Sembra un ragionamento di buon senso, ma è sbagliato.

Infatti, tutte le persone hanno dubbi di questo genere. La vita umana espone costantemente a dubbi sugli effetti dei nostri comportamenti, sulla nostra sicurezza, salute, o identità personale. Ciò che contraddistingue chi soffre di DOC è la tendenza a compiere le compulsioni, ovvero quelle azioni, rituali, o attività mentali che hanno lo scopo di rassicurarsi sui dubbi. Il punto è che nessuna di quelle azioni può creare una rassicurazione definitiva, e quindi chi soffre del problema tende ad essere imprigionato in una griglia di rituali senza fine.

Dunque per risolvere il problema è inutile sperare di non avere più dubbi di alcun genere. Ciò che è necessario fare è imparare a correre i rischi che quei dubbi implicano e interrompere la catena di rassicurazioni.

L’esposizione con prevenzione di risposta (EPR) è esattamente questo: esporsi alle situazioni che generano i dubbi e astenersi dal compiere i rituali!

Un terapeuta esperto riesce a dosare l’EPR e a fornire sostegno e aiuto per tollerare l’ansia che i dubbi generano. E quindi la terapia progredisce e le persone si liberano sempre di più dall’esigenza di compiere le compulsioni e sentono i loro dubbi come sempre meno intrusivi e ansiogeni.

E qui entra in gioco la mindfulness.

La pratica della mindfulness è un allenamento alla presenza consapevole che può essere di grande aiuto per apprendere a tollerare i dubbi ossessivi. Invece di ricorrere alle strategie compulsive, rassicurazioni di breve durata, assurdi rituali magici, è possibile apprendere a tollerare l’ansia delle ossessioni.

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