Pietro Spagnulo

Pietro Spagnulo

Direttore scientifico

Co-fondatore di IAM, Psichiatra e psicoterapeuta cognitivo comportamentale. Docente in psicoterapie basate sulla mindfulness e autore di di numerose pubblicazioni scientifiche, formative e divulgative nell’area delle terapie cognitive di terza generazione. Tiene da oltre quindici anni un programma di Acceptance and Commitment Therapy per i disturbi di ansia a Roma e, più recentemente, anche in videoconferenza.
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Stefano Marchi

Stefano Marchi

Direttore della formazione

Co-fondatore di IAM, Psicologo e psicoterapeuta e docente di terapia cognitivo comportamentale. Co-direttore del CentroMoses, centro clinico di psicologia e psicoterapia a Treviglio e Milano.
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La mindfulness e l’ACT in Italia

mindfulnessitalia.org è il sito di IAM (Iniziative Italiane di ACT e Mindfulness), associazione fondata da Pietro Spagnulo e Stefano Marchi sostenuta dalla casa editrice Ecomind e il centro clinico e di formazione Centro Moses.

Siamo presenti a Roma, Milano, Treviglio, Bologna, Torino. Puoi vedere l’elenco completo dei collaboratori, autori, docenti e consulenti alla pagina https://www.mindfulnessitalia.org/corsi-mindfulness/

IAM significa: “io semplicemente sono” ed è l’acronimo di Iniziative (Italiane) di ACT e Mindfulness. Il nostro scopo è segnalare, promuovere e stimolare iniziative cliniche, formative e di ricerca che siano a nostro avviso di valore e di alta qualità nel campo della mindfulness e dell’Acceptance and Commitment Therapy.

Diffusione della mindfulness: tanti vantaggi e qualche fraintendimento

Quando iniziammo a occuparci di mindfulness (circa venti anni orsono…) non immaginavamo la grandissima diffusione e notorietà che sarebbe arrivata in seguito.

Allora ci proponevamo di diffondere i nuovi concetti psicoterapeutici che derivavano dalla mindfulness, e quindi le terapie di terza generazione, e le loro applicazioni nella clinica e nell’educazione, sia ai professionisti sia ai non addetti ai lavori.

Attualmente la situazione è diversa in quanto la grande diffusione della mindfulness ne ha modificato radicalmente la percezione, e quindi ha creato molti benefici, ma anche alcuni fraintendimenti.

Vantaggi

I benefici sono ovvi: è molto più facile per chiunque venire a sapere che la mindfulness esiste ed è molto più facile venire a conoscenza dei vantaggi della pratica e dei trattamenti basati sulla mindfulness per molti disturbi e problemi di salute.

Fraintendimenti

I fraintendimenti che derivano dalla notorietà consistono nella grande semplificazione effettuata dai media e dalla diffusione di attività che con la mindfulness hanno poco a che fare, come ad esempio:

1. La mindfulness viene spesso considerata una pratica meditativa genericamente associata al rilassamento e al benessere, un po’ come i massaggi o le lunghe passeggiate nel bosco. Sebbene la mindfulness abbia certamente a che fare con il benessere e possa favorire un maggiore rilassamento, non è una pratica di rilassamento, ma un allenamento alla consapevolezza dei propri pensieri, delle proprie emozioni e delle proprie sensazioni fisiche.

2. La mindfulness viene spesso considerata una tecnica per raggiungere i propri obiettivi. Sebbene la pratica della mindfulness implichi anche l’apprendimento di taluni esercizi o meditazioni, seguendo delle istruzioni, e possa rendere le persone più efficaci ed efficienti nei loro obiettivi, non è una tecnica per raggiungere i propri obiettivi. Il punto è che la pratica della mindfulness, essendo una pratica di consapevolezza, aiuta piuttosto a mettere meglio a fuoco i propri obiettivi e i valori a cui questi si ispirano.

E dunque cosa è la mindfulness?

La definizione più precisa di mindfulness è di Jon Kabat Zinn: prestare attenzione deliberatamente al momento presente con un atteggiamento non giudicante. Tuttavia, ciascuna parola in questa definizione ha a sua volta profonde implicazioni in ogni area della nostra vita, e la pratica della mindfulness è un esercizio che ha un impatto decisivo sulla nostra salute, sul nostro equilibrio, e persino sulle nostre scelte più importanti.

In questa definizione si sottolinea il ruolo dell’attenzione, e in particolare il ruolo dell’attenzione al presente, il tema della scelta responsabile, e infine il tema dei pregiudizi con cui osserviamo la realtà.

Si comprende dunque che le implicazioni di questa definizione sono molto più profonde e complesse di banalizzazioni che si riferiscono al rilassamento o genericamente al benessere.

E si comprende anche come la mindfulness sia al centro della ricerca neurofisiologica, degli studi sul comportamento e sulla cognizione umana e sia oggetto di grande attenzione nelle professioni di aiuto.

E cosa è l’ACT?

L’Acceptance and Commitment Therapy, detta in breve ACT, è la terapia cognitiva e comportamentale più recente che assume in pieno i principi della mindfulness a cui abbiamo accennato e a quelli aggiunge un raffinato modello del linguaggio e del comportamento umano, detto Relational Frame Theory che integra quei principi con le teorie più recenti e accreditate del cognitivismo e del comportamentismo moderno.

Per approfondire il significato della definizione di Jon Kabat-Zinn vai alla pagina mindfulness

Per conoscere meglio l’Acceptance and Commitment Therapy vai alla pagina: ACT