Minfulness e psicoterapia cognitivo comportamentale

Il moltiplicarsi di studi neurofisiologici e clinici con persone che praticano la mindfulness ha messo in evidenza indiscutibili effetti sul cervello, sul corpo,  sulla mente e sul comportamento.

In particolare, uno studio clinico che ha dimostrato la riduzione del rischio di ricaduta di depressione (dal 50% all'80% in modo direttamente proporzionale alla precedente gravità del problema), ha indotto la comunità scientifica a raccomandare l'utilizzazione della mindfulness all'interno di protocolli terapeutici.

La psicoterapia cognitivo comportamentale, un approccio psicoterapeutico basato sull'evidenza scientifica, ha messo a punto il protocollo MBCT (Mindufulness Based Cognitive Therapy) per l'applicazione clinica su larga scala della mindfulness.

Alcuni studiosi ritengono che l'inclusione della mindfulness all'interno della psicoterapia cognitivo comportamentale non costituisca solo una efficace integrazione, ma rappresenti un autentico salto concettuale e metodologico dei principi psicoterapeutici, fino a parlare di Psicoterapia cognitivo comportamentale di terza generazione.

Con questo termine si intende che nel percorso scientifico della psicoterapia si è passati da un approccio meramente comportamentale, ad un allargamento al livello cognitivo e, attualmente, grazie allo studio della mindfulness, ad un approccio che tenga conto della consapevolezza dei propri stati mentali (pensieri, emozioni e sensazioni fisiche).

La conseguenza più evidente di questo salto concettuale è il superamento del paradigma della ristrutturazione cognitiva (che rimarrebbe valido solo per alcune condizioni).

In altri termini, esisterebbero piani di ideazione profonda che meritano di essere riconosciuti ed esplorati, rinunciando al tentativo di un cambiamento diretto, contrapponendo il pensiero logico.

Questo cambiamento di atteggiamento non è solo una tecnica in più, ma modifica sensibilmente il setting e l'atteggiamento complessivo del terapeuta rispetto ai problemi del paziente.

I pensieri non sono più considerati funzionali o disfunzionali, ma semplicemente pensieri. La consapevolezza dei propri pensieri, delle proprie emozioni e delle proprie sensazioni, consente di incrementare la libertà di scelta senza cadere nelle trappole della mente.

Da un altro punto di vista, questi cambiamenti concettuali sono interamente compatibili con le teorie metacognitive che studiano, tra l'altro la capacità di lettura dei propri stati mentali e quanto questa influenzi la salute mentale.