Il trattamento che ha dimostrato nel corso degli anni la maggiore efficacia per il Disturbo di Panico è senz'altro la terapia cognitivo comportamentale con i suoi interventi di ristrutturazione cognitiva, e di esposizione.
L'introduzione della mindfulness nel contesto cognitivista ha apportato delle interessanti modifiche che, senza rinunciare all'impianto base dell'intervento, favoriscono il processo terapeutico ed aiutano ad approfondire la conoscenza di se stessi.
Probabilmente l'approccio più fecondo di integrazione della mindfulness e della terapia cognitivo comportamentale per il trattamento del Disturbo di Panico è l'ACT in quanto, puntando direttamente all'accoglimento dell'esperienza interiore e all'impegno, favorisce la feconda inversione del tipico atteggiamento di chi soffre del disturbo. Tipicamente, infatti, chi soffre di Disturbo di Panico tende a temere i propri stati interni e le sensazioni fisiche (in quanto potenziali sintomi di panico) e a rinunciare ad affrontare situazioni ansiogene. L'approccio terapeutico dell'ACT è tutto proteso ad una progressiva familiarizzazione con le proprie sensazioni fisiche, all'apprendimento esperenziale della innocuità delle emozioni, e all'esposizione alle situazioni temute. Se a questo si aggiunge l'allentamento a creare calma, si capisce come l'ACT sembri proprio un approccio straordinariamente duttile, ben integrato con i principi cognitivisti, ed efficace.
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