Ai primi incontri di mindfulness molte persone cercano di rilassarsi e considerano un fallimento non riuscirci.
La mindfulness viene frequentemente e erroneamente interpretata come una tecnica di rilassamento, molto raffinata, in contatto con l’oriente, scientifica, molto di moda, con virtù sorprendenti, ma comunque qualcosa che serve per rilassarsi.
Se l’insegnante è bravo, l’equivoco è destinato a sciogliersi rapidamente. Ma a volte persiste, e a volte persiste indefinitamente.
Dunque qual è il rapporto della mindfulness con il rilassamento?
Facciamo un passo indietro.
La pratica della mindfulness si prefigge tre scopi fondamentali: stare nel presente senza perdersi nei propri pensieri, riconoscere i propri pensieri in quanto pensieri, aprirsi con maggiore benevolenza alla propria esperienza.
Come si vede nessuno di questi scopi è il relax, ma non vi è dubbio che praticando con regolarità la mindfulness è più probabile vivere momenti di relax autentico, anche durante la pratica della mindfulness.
Il punto è che il relax è un effetto secondario, non l’obiettivo primario della pratica.
Paradossalmente, le probabilità che si apprenda a rilassarsi di più dipendono dall’abilità di aprirsi, accogliere, e riconoscere gli stati mentali non rilassanti (tensione, ansia, e disagio di qualsiasi genere).
Comprendere e praticare la profondità di questo paradosso ci può avvicinare molto alla comprensione della mindfulness.

Psichiatra, psicoterapeuta cognitivo comportamentale, docente di terapie cognitive di terza generazione integrate con la mindfulness, fondatore dell’Istituto per la Applicazioni della Mindfulness alla psicoterapia e la medicina.

Ha insegnato mindfulness nel master di Psiconcologia all’Università La Sapienza di Roma, e collaborato con Ian Falloon per la realizzazione di una Guida per il trattamento dei disturbi mentali, adottata in numerosi dipartimenti di Salute mentale italiani, con Michael Chaskalson e Ciaran Saunders (Università di Bangor, UK) per la formazione degli psicoterapeuti agli interventi Basati sulla Mindfulness.

Autore di numerose opere scientifiche e psicoeducazionali sui principali disturbi e problemi psicologici, è direttore scientifico della formazione nel campo della psicoterapia per la casa editrice Ecomind, ed ha collaborato alla realizzazione dei suoi corsi di formazione a distanza.

Da molti anni si occupa in modo specifico della terapia cognitivo comportamentale del Disturbo di Panico di cui ha messo a punto un programma integrato con la mindfulness.

Esercita attività libero professionale a Roma e tiene corsi di crescita personale online.

Puoi contattarlo al numero +39 3282371202 o sulla sua pagina facebook