Qual è l’esercizio di mindfulness più semplice e essenziale che si può concepire? Quello che si può applicare in qualsiasi situazione, che non richieda tempi lunghi, spazi riservati, posture speciali e silenzio?
Ebbene questo esercizio esiste, e consiste nel prestare semplicemente attenzione alla nostra esperienza nel momento presente, con un atteggiamento aperto, curioso, benevolente.
Perché questa è la mindfulness, questa è la definizione e la pratica della mindfulness, che si tratti di sorseggiare un bicchiere d’acqua, passeggiare in montagna, riconoscere i nostri pensieri, accogliere le nostre emozioni, esplorare le nostre sensazioni fisiche.
Persino le meditazioni che si insegnano e si utilizzano per apprendere la mindfulnss non sono altro che varianti della pratica così come l’abbiamo descritta.
L’esercizio del respiro, ad esempio, consiste nel prestare attenzione alle sensazioni del respiro, notare quando la mente divaga, e riportare l’attenzione al respiro.
Non bisogna farsi confondere dal fatto che si presti attenzione al respiro. È solo un oggetto di attenzione, non è la mindfulness. In questo esercizio, ad esempio, si presta certo attenzione al respiro, ma anche ai pensieri che vengono, alle divagazioni della mente, in sostanza, a tutto ciò che avviene!
Ciò che conta è l’attenzione al momento presente e l’atteggiamento di apertura, non l’oggetto specifico di attenzione.
Lo stesso discorso vale per le altre meditazioni: l’esercizio dell’uvetta, l’esercizio del corpo o il body scan.
Ogni meditazione predilige un centro di attenzione per poter meglio osservare le deviazioni della mente.
Alla fine, gli ingredienti sono gli stessi: osservare la propria esperienza nel momento presente con un atteggiamento non giudicante.
Si narra che un allievo di tiro con l’arco una volta chiese al suo maestro di dargli un consiglio perché i suoi tiri erano sempre un po’ bassi rispetto al bersaglio.
Il maestro, indicando una bellissima luna che si stagliava appena sopra il bersaglio, gli disse: “mira alla luna”.
L’allievo mirò alla luna e colpì perfettamente il bersaglio.
Le meditazioni della mindfulness funzionano un po’ allo stesso modo: si porta l’attenzione a qualcosa, come al respiro, ad esempio, per essere più consapevoli delle divagazioni delle mente.

Psichiatra, psicoterapeuta cognitivo comportamentale, docente di terapie cognitive di terza generazione integrate con la mindfulness, fondatore dell’Istituto per la Applicazioni della Mindfulness alla psicoterapia e la medicina.

Ha insegnato mindfulness nel master di Psiconcologia all’Università La Sapienza di Roma, e collaborato con Ian Falloon per la realizzazione di una Guida per il trattamento dei disturbi mentali, adottata in numerosi dipartimenti di Salute mentale italiani, con Michael Chaskalson e Ciaran Saunders (Università di Bangor, UK) per la formazione degli psicoterapeuti agli interventi Basati sulla Mindfulness.

Autore di numerose opere scientifiche e psicoeducazionali sui principali disturbi e problemi psicologici, è direttore scientifico della formazione nel campo della psicoterapia per la casa editrice Ecomind, ed ha collaborato alla realizzazione dei suoi corsi di formazione a distanza.

Da molti anni si occupa in modo specifico della terapia cognitivo comportamentale del Disturbo di Panico di cui ha messo a punto un programma integrato con la mindfulness.

Esercita attività libero professionale a Roma e tiene corsi di crescita personale online.

Puoi contattarlo al numero +39 3282371202 o sulla sua pagina facebook