Bulimia

Psichiatra, psicoterapeuta ACT, docente di terapia cognitivo comportamentale, fondatore e responsabile scientifico dell'Istituto per le Applicazioni della Mindfulness alla psicoterapia e la medicina.
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Bulimia

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Le due caratteristiche costanti della bulimia sono gli episodi di abbuffate (cioè l'assunzione di grandi quantità di cibo in poco tempo, detto anche binge) e il tentativo conseguente di compensare con il vomito o l'uso di lassativi (comportamento detto di purging). Abbuffate e purging (vomito e/o lassativi) finiscono con il rinforzarsi vicendevolmente, dando luogo a un circolo vizioso.

Circolo vizioso della bulimia

Alcuni stati emotivi (ad esempio senso di vuoto, inadeguatezza, abbattimento, colpa) fanno insorgere il bisogno di assumere cibo. La persona non resiste e compie l'abbuffata, ad esempio mangiando tutto quello che c'è nel frigo spesso senza curarsi del sapore o dell'accostamento degli alimenti.

A questo punto insorge un forte sentimento di disagio legato alla preoccupazione per il proprio peso, al senso di colpa per aver mangiato tanta quantità di cibo. Questo disagio spinge la persona a "purgarsi" provocando il vomito oppure utilizzando lassativi.

A questo punto, l'abitudine a provocare il vomito incoraggia le abbuffate successive in quanto la persona sa di poter vomitare o assumere lassativi per liberarsi dall'eccesso di cibo.

Si è instaurato un circolo vizioso in cui le abbuffate spingono al vomito e il vomito facilita le abbuffate.

Naturalmente né il vomito, né i lassativi sortiscono l'effetto desiderato in quanto una parte cospicua delle calorie assunte viene assorbita ben prima che si vomiti. Ma la persona vi ricorre comunque in quanto la sensazione soggettiva è di liberazione dal disagio e dal senso di colpa per aver mangiato troppo.

Inoltre il vomito frequente e i lassativi determinano importanti danni fisici che incrementano il senso di inadeguatezza personale e quindi la tendenza a fare abbuffate.

Danni fisici della bulimia

Sia le abbuffate che il comportamento di purging determinano effetti fisici rilevanti.

In particolare il vomito frequente determina danni ai denti, esofagiti, laringiti e alterazioni dell'equilibrio di fattori nutrizionali (come il sodio e il potassio) con potenziali problemi cardiaci.

Cause della bulimia

Come per molti problemi e disturbi psicologici, la bulimia non ha una sola causa. Concorrono allo sviluppo del disturbo fattori genetici, biologici, culturali, familiari, relazionali e psicologici. Per quanto riguarda i fattori psicologici e cognitivi è quasi sempre evidente una scarsa tolleranza di alcune emozioni, come, ad esempio, sentimenti di colpa, di vuoto e di inadeguatezza.

Spesso la bulimia insorge dopo un periodo di dieta ed è alimentata dalla convinzione di dover fare una dieta molto restrittiva. Le abbuffate, infatti, sono spesso una reazione incontrollata a periodi di rigide restrizioni alimentari. 

Come si cura la bulimia

La terapia che ha mostrato maggiore efficacia per la cura del disturbo è la terapia cognitivo comportamentale.

Non vi sono prove che i farmaci abbiamo efficacia per questo disturbo, ad eccezione, eventualmente, di farmaci antidepressivi se è presente depressione.

La terapia cognitivo comportamentale è basata su alcuni principi molto semplici e comprensibili.

1. allo stesso modo in cui una persona ha "appreso" a comportarsi in modo bulimico, può apprendere a comportarsi in modo più sano.

2. per superare il problema bisogna spezzare il circolo vizioso di abbuffate-vomito, rinunciando al vomito e imparando a non cedere all'impulso di fare le abbuffate.

3. è essenziale mettere a fuoco e superare le convinzioni disfunzionali che sostengono il disturbo, tra cui quella di dover sottoporsi a rigide diete restrittive, e alcune convinzioni più profonde di colpa o inadeguatezza.

Negli ultimi anni si è imposta alla attenzione dei clinici e ricercatori la mindfulness che ha un impatto molto positivo sul superamento del problema. Nello specifico, la mindfulness aiuta a ristabilire un rapporto più consapevole con il cibo (mindful eating, o alimentazione consapevole) e aiuta a tollerare alcune emozioni che spingono alle abbuffate.

L'insieme della terapia cognitivo comportamentale e la mindfulness ha dato luogo a interventi terapeutici basati sulla mindfulness, detti anche di "terza generazione".

Vedi anche psicoterapia basata sulla mindfulness dei centri IAM di Milano, Roma, Salerno.

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