Disturbo di Panico: le tre cose da fare

Psichiatra, psicoterapeuta ACT, docente di terapia cognitivo comportamentale, fondatore e responsabile scientifico dell'Istituto per le Applicazioni della Mindfulness alla psicoterapia e la medicina.
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Disturbo di Panico: le tre cose da fare

In altri articoli abbiamo descritto in modo dettagliato alcuni aspetti fondamentali del Disturbo di Panico, abbiamo parlato delle terapie e delle le strategie generali che sono indispensabili per superarlo.

In alcuni articoli ho descritto la strategia per calmarsi durante un Attacco di Panico, come questo, ad esempio: Panico! Le 3 cose da fare

In questo articolo vorrei focalizzarmi sui tre aspetti indispensabili per una terapia efficace del Disturbo di Panico.

Il Disturbo di Panico non è l'attacco di panico, ma il problema nel suo complesso che include gli attacchi di panico, e soprattutto la tendenza a modificare il proprio stile di vita per paura di avere nuovi attacchi di panico. Paradossalmente si può soffrire di disturbo di panico senza avere attacchi di panico anche per molto tempo. Il disturbo di panico, in questi casi è soprattutto un problema di ansia anticipatoria e di evitamento.

Dunque, quali sono i tre cardini su cui si basa una terapia efficace del Disturbo di panico?

Uscire dalla trappola dei pensieri

La nostra mente serve per risolvere problemi.

Vi sono delle circostanze in cui il problema sono proprio i nostri pensieri.

Quando siamo coinvolti in anticipazioni catastrofiche del futuro, ad esempio, e siamo sbalzati dal nostro presente in una realtà virtuale da incubo, i pensieri possono diventare il nostro problema.

Ma molto dipende da cosa facciamo di questi pensieri.

Se per uscire dall'incubo la nostra reazione è di scappare, o cercare di distrarci o controllare i pensieri, è molto probabile che il problema non solo persisterà, ma si complicherà con altri pensieri negativi su noi stessi che non riusciamo a risolvere il problema.

Bisogna allora imparare a fare l'unica cosa che consente di uscire dalla trappola dei pensieri: trattare i pensieri per quelli che sono: pensieri!

Può sembrare paradossale, ma non è facile trattare i pensieri per quello che sono. La nostra attenzione è di solito calamitata da ciò che i pensieri ci dicono di guardare. E se i pensieri guardano catastrofi, finiamo per essere catturati dalle catastrofi.

Trattare i pensieri come pensieri significa portare la nostra attenzione dove vogliamo noi, non dove vogliono i nostri pensieri.

Per uscire dalla trappola dei pensieri bisogna guardare i pensieri in quanto pensieri e, per esempio, dire a se stessi: "la mia mente sta dicendo che..."

Imparare a calmarsi

Calmarsi non vuol dire rilassarsi. Calmarsi significa de-amplificare l'allarme.

Durante il panico l'allarme è amplificato da un circolo vizioso in cui il mio stato di allarme mi fa allarmare ancora di più.

Per calmarsi bisogna innanzitutto uscire dalla trappola dei pensieri e capire che sono pensieri.

Poi bisogna portare l'attenzione al presente, a ciò che percepisco con i miei sensi qui e ora.

Per questa ragione è molto utile l'esercizio della respirazione lenta controllata, perché mi consente di portare l'attenzione a quel che percepisco con i miei sensi nel presente: il mio respiro.

Imparare a calmarsi è l'oggetto del mio articolo Panico! Le 3 cose da fare, e del mio articolo come Calmarsi durante un attacco di panico a cui rimando per apprendere le strategie specifiche per calmarsi.

impegnarsi nelle proprie priorità e nei propri obiettivi

Molte persone che soffrono di panico sostengono che "non possono" occuparsi dei propri obiettivi perché soffrono di panico.

È esattamente il contrario: continuano a soffrire di panico perché hanno abbandonato i propri obiettivi.

Riprendere in mano la propria vita e occuparsi delle cose più importanti è una condizione fondamentale per non essere catturati dalla paura della paura.

 

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