Acceptance and Commitment Therapy (ACT)


L’Acceptance and Commitment Therapy, detta in breve ACT, è uno dei più avanzati e autorevoli modelli di terapia cognitivo comportamentale, basata sulla mindfulness e su alcuni rivoluzionari principi – o paradigmi scientifici – che hanno influenzato in modo profondo la psicoterapia contemporanea. Le novità apportate dall’ACT le hanno fatto meritare l’appellativo di terapia di terza generazione.

ACT significa terapia dell’accettazione (Acceptance) e impegno (Commitment),  cioè i comportamenti auspicabili nei confronti della nostra vita, a cui, invece, si contrappongono i due comportamenti opposti della sofferenza psicologica: il rifiuto o la lotta contro i nostri stessi pensieri o le nostre emozioni e la rinuncia a occuparsi in modo più pieno e soddisfacente degli aspetti davvero importanti della nostra vita.

L’ACT  si basa su un complesso modello del comportamento umano normale o patologico, che pone al centro delle sue conclusioni e della sua operatività una teoria del linguaggio chiamata Relational Frame Theory.
Secondo questa teoria, la nostra percezione della realtà e i nostri comportamenti non dipendono solo dall’esperienza diretta, ma soprattutto dai significati che attribuiamo alle nostre esperienze e da una serie di vere e proprie regole che la nostra mente crea costantemente e non sempre in modo appropriato.

Ad esempio, quando diciamo a un bambino che non bisogna attraversare la strada senza dare la mano ai genitori, abbiamo proposto al bambino una regola che il bambino potrà far propria indipendentemnente dal fatto se abbia avuto o meno esperienze negative attraversando da solo. Il bambino ha appreso a fare una cosa indipendentemente dalla sua esperienza.

È inutile sottolineare quanto questa capacità umana sia sorprendentemente utile in quanto consente di trasmettere conoscenze con un altissimo tasso di efficienza perché, a differenza di ogni altra conoscenza trasmessa dagli altri mammiferi, non richiede che ogni nuova informazione sia sperimentata direttamente. E, in effetti, è proprio questa efficientissima capacità di trasmettere informazione a consentire la straordinara evoluzione scientifica e tecnica del genere umano e le sue complesse organizzazioni sociali.

A sua volta, questa capacità di trasmettere informazioni senza doverle necessariamente sperimentare direttamente, è possibile grazie a una prerogativa umana chiamata Arbitrary Relational Responding, ovvero la capacità di rispondere a relazioni arbitrarie, cioè non connesse da esperienze contingenti. Ad esempio, le stesse parole che noi utilizziamo nelle nostre lingue non sono connesse fisicamente con il loro significato. La parola “sedia” non ha alcuna connessione fisica, esperenziale o contingente con l’oggetto a cui si riferisce, allo stesso modo in cui non ce l’ha “chair” in inglese o “chaise” in francese. Gli esseri umani sono gli unici sul nostro pianeta a poter applicare, comprendere perfettamente e comunicare relazioni arbitrarie.

Tuttavia, la notevole capacità umana di creare relazioni arbitrarie, e significati dal nulla, comporta anche dei rischi: è possibile che nel corso della nostra vita si creino dei significati e ci diamo delle regole non utili o addirittura disfunzionali, e continuiamo a seguirle anche se ci rendiamo conto che le conseguenze non sono positive per la nostra vita.

La mindfulness ha un posto di rilievo in questo modello in quanto è per eccellenza l’esercizio dell’osservazione senza pregiudizi che può aiutarci a scalzare regole inutili o dannose e a sperimentare nuovi significati e nuove istruzioni di vita molto più utili e funzionali.

La mindfulness nell’ACT non viene utilizzata solo come un insieme di meditazioni formali, ma soprattutto come esercizi integrati nella nostra vita quotidiana e ci aiutano a entrare in contatto con la nostra esperienza nei momenti difficili, nei momenti in cui tendiamo a seguire alcuni automatismi distruttivi, e quando tendiamo a confondere la nostra immaginazione con la realtà.

Dalla convergenza dei principi del comportamentismo, della Relational Frame Theory, e della mindfulness, un programma di Acceptance and Commitment Therapy, si propone di lavorare in modo molto concreto e pragmatico sull’individuazione dei significati e delle regole interne disfunzionali, sulla sperimentazione dell’osservazione diretta della nostra esperienza, sulla naturale sostituzione della tendenza a lottare contro se stessi con un maggiore accoglimento dei nostri pensieri e delle nostre emozioni, e sul dedicare maggior impegno, tempo e intelligenza ai nostri valori più profondi, a ciò che davvero conta.